Democrazia paritaria e riforma elettorale in Calabria

Non posso nascondere l’emozione che provo, oggi nel ritrovarmi qui, con voi, in questa università, che è stata anche la mia casa per 5 anni, gli anni dei miei studi universitari, i più significativi nel mio percorso di vita, quelli che ricordo con gioia, che hanno segnato e influenzato fortemente anche le mie scelte e il mio impegno politico ed istituzionale.

L’emozione è ancora più forte nel rivedere ed incontrare persone che sono state fondamentali nel mio percorso formativo, mi riferisco al professore Piero Fantozzi che ancora oggi rimane indelebile nella mia memoria e resta una fonte di pensiero e di insegnamento alla quale in tutti questi anni non ho mancato di fare riferimento.
A distanza di tanti anni dalla conclusione del mio percorso di studi sento il dovere, approfittando di questa occasione, di esprimere il mio sincero ringraziamento al Professore Piero Fantozzi.

Quindi…tanta emozione oggi per me e per questo voglio ancora una volta ringraziarvi.

Il tema sotto il quale oggi siamo invitati a discutere “Democrazia paritaria e riforma elettorale in Calabria” è un tema che, in particolar modo negli ultimi mesi, ha avuto una grande evidenza pubblica ed ha suscitato un grande interesse in ampie fasce della popolazione, non solo quella femminile.

Prima di qualche anno fa, il tema della democrazia paritaria in Calabria veniva affrontato direi quasi con cautela, a voce bassa, sotto tono, quasi per evitare che ci fossero atteggiamenti di lesa maestà, diciamo che il tema non è stato per nulla orecchiabile…..come se non fosse, invece, fondamentale per la vita della democrazia calabrese.

Bisogna riconoscere che, anche per le battaglie che sono state condotte in questa legislatura regionale che hanno innalzato il livello della iniziativa e della proposta, il tema ha ripreso fiato ed è uscito dal lungo letargo nel quale era stato ricacciato.
Hanno cominciato ad interessarsi dell’argomento non soltanto più gli addetti ai lavori, gli studiosi, le associazioni specifiche, ma hanno cominciato a parlarne i cittadini e le cittadine calabresi, per le strade e le vie delle nostre città, sui luoghi di lavoro, nelle scuole, davanti ad un caffè o ad una edicola, rilevando e denunciando l’arretratezza e l’inadeguatezza della nostra Regione, la Calabria , rispetto ai modelli democratici dei paesi occidentali più avanzati.
Per citare solo pochi dati sulla presenza femminile alla vita istituzionale regionale: in 50 anni di regionalismo, su un totale di 480 consiglieri, la Calabria ha eletto solo 13 donne, pari al 2,7 per cento.
Di queste, nessuna è stata mai riconfermata, quasi che la loro elezione fosse un incidente, avvenuta “per errore o per una svista”, confermando quanto non solo sia difficile entrare ma sia anche difficile restare….a differenza dei colleghi uomini la gran parte dei quali hanno alle spalle più di una legislatura e, alcuni, siedono fra i banchi del consiglio da oltre un ventennio….
Si tratta di cifre che raccontano, drammaticamente, la difficoltà delle donne, in Calabria, ad accedere alle cariche elettive, difficoltà che ancora oggi non si sono ridotte ma che anzi sembrano essere cresciute.
La sottoscritta, unica donna a sedere fra i banchi del consiglio regionale, è la testimonianza, di come, in Calabria, il percorso per l’affermazione del principio di democrazia paritaria sia, purtroppo, ancora incompiuto.

Poco più di un mese fa, esattamente il 15 aprile, il Consiglio regionale si è riunito per discutere la proposta di legge che introduce la doppia preferenza di genere nel sistema elettorale calabrese.
La proposta di legge, che porta la mia unica firma, arriva in aula dopo circa 4 anni dalla sua presentazione ed approvazione nella competente commissione consiliare.
Ripeto….Dopo 4 lunghi anni…..
Il tempo trascorso, testimonia che il lungo iter, della proposta di legge, è stato un cammino non certo facile, irto di ostacoli e carico di variegati umori e di resistenze che ne hanno rallentato il percorso.
In questi anni, non mi sono limitata ad impostare la proposta di legge ma mi sono sempre prodigata a rappresentarne i contenuti, il valore ed il significato a tutti quelli che hanno avuto la curiosità e il desiderio di capire e condividere, e non ho mancato di farlo, in specifiche occasioni di discussione e di confronto con i colleghi consiglieri regionali, nel tentativo di esercitare una pressione positiva che aiutasse ognuno ad abbandonare e superare egoismi e convincimenti personali per guardare e rispondere invece responsabilmente agli interessi e alle attese della stragrande maggioranza dei cittadini calabresi.

Mi limito brevemente ad entrare nel merito della proposta per sottolineare, ancora una volta, che il meccanismo legislativo che il provvedimento introduce non va considerato e ritenuto uno strumento “forzoso” che vuole costruire “quote e riserve indiane”.
Non si tratta di una rivendicazione corporativa e non vuole nemmeno realizzare un privilegio che le donne non vogliono e non desiderano e di cui, tra l’altro, non hanno bisogno.
La norma che introduce la doppia preferenza non ha neppure la pretesa di prefigurare e preannunciare il risultato elettorale, come qualcuno, barando, ha qualche volta sostenuto.
Non crea nemmeno una artificiosa alterazione della composizione della rappresentanza istituzionale e politica. Anche questo, qualche volta, è stato sostenuto al solo scopo di ritardare il cammino del provvedimento.
Ancora…la proposta non comprime o condiziona le scelte dell’elettore, al contrario le esalta!
Si tratta di un disegno di legge che ha una finalità promozionale e positiva perché concede la facoltà all’elettore di esprimere semplicemente una seconda preferenza.
Costituisce quindi solo una possibilità aggiuntiva e non coattiva né tantomeno obbligatoria.
Il risultato elettorale in questo caso non sarebbe effetto della legge ma delle libere scelte degli elettori.
Non è dunque una offesa per nessuno!
Non è nemmeno un dispetto, ma costituisce piuttosto un vantaggio per la Calabria!
Sono sempre stata convinta e lo sono ancor di più oggi, che ho l’onore di ricoprire il ruolo di consigliere regionale, che adottare meccanismi legislativi che promuovono l’accesso delle donne alle cariche elettive ha come esclusivo obiettivo quello di qualificare ed ampliare l’impegno e la partecipazione alla vita democratica e politica.
Niente di più!
Non ci sono trucchi e non ci sono inganni!
Questo lo sostengo nella piena consapevolezza che il rinnovamento di cui hanno tanto bisogno le istituzioni passa, anche, da una maggiore e magari compiuta democrazia paritaria e nel convincimento che una piena cittadinanza politica alle donne, rappresenta una precondizione di crescita democratica, culturale, sociale e civile della nostra regione e, il loro impegno e la loro partecipazione, un contributo irrinunciabile di cui la Calabria non può e non vuole fare più a meno!
Tuttavia…..Il triste epilogo della seduta del consiglio regionale del 15 aprile è noto a tutti.
Le resistenze e le ostilità che hanno prima rallentato ed ostacolato l’approdo in aula della proposta di legge erano e sono talmente forti che ne hanno poi impedito la definitiva approvazione.
Resistenze che, sommate all’angoscia e al tormento di cedere una quota di potere politico, affondano le radici in un retroterra culturale maschilista che rappresenta una vera e propria barriera architettonica ad ogni aspirazione di cambiamento e di rinnovamento e che si è rivelato drammaticamente trasversale: supera l’appartenenza partitico-ideologica, oltrepassa il grado d’istruzione, ed è indipendente persino dall’età anagrafica!
Una fotografia quella che ho brevemente descritto che suggerirebbe di rinunciare o per lo meno di retrocedere.
Ma Sapevo sin dall’inizio che non sarebbe bastato tracciare la strada immaginando che anche gli altri l’avrebbero percorsa.
Per queste ragioni ritengo che è necessario rilanciare!
In questi quattro anni io ho fatto la mia parte e continuerò a farlo.
L’ho fatto, perché ci credevo e ci credo, perché le donne hanno smesso di stare in disparte, dietro le quinte o affacciate alla finestra a guardare e hanno deciso di essere protagoniste della vita politica ed istituzionale di questa Regione.
Un desiderio più che legittimo che non può essere ignorato, deluso né tantomeno negato!

Per quanto mi riguarda, nella mia funzione di consigliere regionale, continuerò a lavorare e ad impegnarmi perché questa aspirazione possa essere soddisfatta!

Ritengo l’iniziativa di oggi una tappa significativa di questo percorso ed itinerario che dobbiamo intraprendere e perseguire, Non certo nell’interesse personale né tantomeno di una parte, sarebbe davvero poca cosa, ma nell’esclusivo interesse della Calabria e dei calabresi!