Intervento di Flora Sculco sul Turismo

Buonasera a tutti e un saluto speciale ai relatori di questo interessantissimo convegno.

Consentitemi in apertura di questo mio breve intervento di ringraziare sinceramente gli organizzatori di questo appuntamento. Questa nostra città che dopo l’era post industriale non ha ancora saputo costruirsi una nuova identità, necessita di riflessioni come quelle che oggi voi state proponendo.

Soffermarsi un attimo a ragionare sulle mete da raggiungere e sui percorsi da seguire per giungere alla destinazione desiderata, è un processo culturale, imprenditoriale, politico e sociale che Crotone non può più permettersi di ignorare.

Lo dicevo prima, la nostra Crotone è passata da città industriale a città del nulla. In questi lunghi vent’anni non siamo stati capaci di ricostruire una visione di quella che noi amiamo definire la “città dei tre millenni”.

Eppure sembra quasi banale soffermarsi su ciò che abbiamo, sulle nostre ricchezze naturali, storiche e culturali per poter ripensare e riprogettare il futuro di questo territorio.

Affrontare il tema del turismo in una città come Crotone non è mai facile perché si rischia di cadere e scadere in luoghi comuni.

Turismo… quanto può essere affascinante una parola che in sé contiene così tanti concetti e così tante sfaccettature.

Turismo, religioso, culturale, enogastronomico, sportivo, di massa, d’élite, di nicchia… quante definizioni si accavallano per poter esprimere la complessità di un settore che è tra i più difficili da costruire.

Questa sua complessità però non ci deve scoraggiare, anzi, ci deve incitare a fare di più e meglio per recuperare il gap da quelle località che sono avanti a noi di decenni.

Uno sforzo che questa amministrazione comunale vuole compiere e che ha comprese che non può compiere in solitudine ma facendo rete con tutti i soggetti attivi e protagonisti in tale ambito.

Sono molto curiosa di ascoltare i contributi di questo convegno che non deve rappresentare un punto di arrivo, fine a sè stesso, o ancora peggio autocelebrativo o, come troppo spesso accade nella nostra Crotone, un momento di scontro e di polemica.

Riflettere sul nostro futuro e sulla nuova identità da costruire deve diventare un punto focale nell’attività quotidiana di tutti usanti noi.

Nel porgere i miei saluti a questa assise, consentitemi anche di dare un piccolo contributo alla discussione, dal punto di vista del Consigliere regionale di questo territorio.

Vedete… come dicevo prima, il turismo ha tante sfaccettature, ma ha anche dei punti nodali che fanno da comune denominatore per qualsiasi ragionamento vogliamo fare.

Ci sono alcune condizioni necessarie ed indispensabili per poter operare in questo settore. Crotone potrebbe essere, già oggi, altamente attraente, ma come fa un territorio ad essere attrattivo se risulta irraggiungibile?

Il nodo infrastrutturale è il primo che va affrontato e, una volta per tutte, risolto.

Ma su questo argomento va modificato anche il nostro approccio, troppo polemico e troppo negativo, tanto da non farci apprezzare mai ciò che abbiamo perché sempre concentrati su ciò che ci manca.

Strade, aeroporto, ferrovia e porto devono essere gli argomenti su cui costruire il nostro sviluppo. E ci stiamo lavorando.

Il porto è già oggi la nostra porta d’ingresso per il turismo. Certo può crescere, svilupparsi, essere ampliato ma già oggi sta funzionando. Le crociere sono un esempio, dieci anni di esperienza in questo settore, senza investimenti rilevanti, sta già producendo risultati, ma soprattutto sta esprimendo appieno le potenzialità del nostro porto in questo settore, potenzialità che potrebbero essere amplificate con alcuni interventi strutturali. E noi dobbiamo lavorare affinché l’Autorità Portuale di Gioia Tauro dia la giusta priorità all’infrastruttura crotonese.

Ma anche l’attività di diporto, già oggi, sta dando ottimi risultati sia in termini numerici che qualitativi. Va sicuramente ampliata, alzato il livello professionale, ed ecco perché il progetto Marina SPA assume un connotato strategico di notevole importanza.

Il porto può diventare l’infrastruttura fondamentale che crea sviluppo a Crotone e per tutta la sua provincia, così da poter trasformare una città che fino ad oggi è stata una semplice città sul mare ad una vera e propria città di mare.

Ma il porto non ha futuro se non è affiancato dalla sua infrastruttura gemella, l’aeroporto. E finalmente tra qualche giorno Ryanair tornerà a Crotone e tra poche settimane riprenderà i voli da e per Crotone.

Nella speranza che questa volta fili tutto liscio, e invito tutti a fare gli scongiuri e non a essere uccelli del malaugurio, finalmente stiamo ripartendo, ma questo non ci basta. Perché una tratta nazionale, una estiva e qualche charter non possono rappresentare la nostra idea di sviluppo. Abbiamo altro in mente e chiediamo solo l’opportunità di poterlo realizzare.

E parallelamente bisogna continuare a lavorare sulla statale 106, così come abbiamo fatto in questi anni.una strada che l’Anas aveva cancellato per anni dai suoi investimenti e che finalmente, grazie anche al tanto lavoro fatto in questi mesi, è tornata d’attualità.

La variante del megalotto 6 è per noi una grande occasione, non tanto perché ci avvicina a Catanzaro, ma soprattutto perché ci consente una connessione diretta e veloce con l’autostrada.

Nei tanti incontri avuti con l’Anas, in quest’ultimo anno, ho più volte sottolineato l’importanza di avere una strada a scorrimento veloce per rompere quell’isolamento a cui Crotone è condannata da troppi anni.

E consentitemi di ringraziare tutti quei Comuni, e quello di Crotone è stato tra i primi, che hanno fatto il proprio dovere approvando nei diversi Consigli comunali, la delibera di riprogrammazione strada Crotone-Catanzaro migliorativa e alternativa alla SS 106.

Anche sulla ferrovia finalmente si sta mettendo mano con interventi strutturali che, nel giro di pochi anni, ci consentiranno di avere quella metropolitana leggera di superficie che renda funzionali i collegamenti tra Crotone e la sua Area vasta, avvicinando di fatto tutti i Comuni della costa ionica cosentina.

Il percorso è ancora lungo e irto di insidie, ma sono certa che, se sapremo stare insieme, lavorare insieme, e difendere insieme gli interessi di questo territorio, niente sarà impossibile.