Convegno PSC

 

“Piano Strutturale Comunale” Per Crotone
#lacittàdeitremillenni

Sabato 2 febbraio 2019 ore 10;00
Sala Pitagora – Camera di Commercio

 

Saluti

Abbiamo fatto bene ad organizzare questo incontro che ci mette insieme per discutere e confrontarci sul PSC della città di Crotone.

Come tutti sanno non è un argomento facile, anzi piuttosto molto complicato e lo dimostra il fatto che la passata amministrazione se l’è tenuto per oltre sette anni in gestazione senza mai partorirlo.

Noi invece, l’amministrazione Pugliese e la Prossima Crotone, abbiamo voluto sin dall’inizio darci da fare, nella consapevolezza che dopo quindici anni di vita del vecchio Piano regolatore era quanto mai necessario un nuovo strumento, il PSC, più flessibile dei tradizionali e rigidi piani regolatori, avevamo bisogno di una nuova visione della città nella quale collocare i tanti processi di cambiamento che si sono verificati nel corso di questi anni.

D’altra parte questo era uno degli obiettivi principali che ci siamo proposti nel momento in cui abbiamo deciso di organizzare questa nostra coalizione, La Prossima Crotone, che si è presentata nella contesa elettorale del 2016, ottenendo il voto e la fiducia dei crotonesi, munita di un programma il cui filo logico era e rimane la necessità di costruire, in dieci anni, una città moderna e di respiro europeo.

Come abbiamo più volte scritto e detto, tanto da inserirlo come titolo del nostro programma: una città xxxxxxxxx (guardare il programma)

E siamo partiti d’accapo e da un preciso capoverso che ha comportato una scelta che mai è stata compiuta nella storia urbanistica della città di Crotone.

Abbiamo deciso di deliberare con apposito atto non solo della Giunta ma soprattutto del Consiglio comunale: la costruzione di un PSC sotto la direttiva di “consumo di suolo zero”.

Una scelta coraggiosa, che una amministrazione difficilmente prende, perché aprire le porte all’espansione sarebbe stato più vantaggioso, anche dal punto di vista elettorale e non solo….

Questo vuol dire che non ci sarà una ulteriore espansione della città, nel senso di un ampliamento sconsiderato dei volumi che, nel corso della nostra storia, ha tanto impoverito il patrimonio immobiliare dei crotonesi.

Questo vuol dire che non si darà più spazio al “sacco della città”.

Tanto per essere chiari, non ci potrà più essere nessuna speculazione selvaggia di cui Crotone è già stata vittima e più volte nel corso della sua storia, e le ferite che hanno sfigurato il volto della città sono ancora visibili ed evidenti a tutti.

Ma invece l’indirizzo è quello di realizzare una forte e decisa azione di riqualificazione, recupero e messa in sicurezza del territorio, che non sono parole vuote.

Ma termini che questa amministrazione ha voluto sostanziare nei suoi primi due anni e mezzo di vita con atti concreti come i quattro interventi che erano stati cancellati e messi da parte nell’agenda delle opportunità, quasi dimenticati.

Mi riferisco al Piano Versace e alla realizzazione delle vasche di laminazione i cui lavori partiranno tra qualche settimana per un valore di 16 milioni di euro.

Mi riferisco all’intervento sul CIC, approvato e definito, per un valore di 14 milioni, sull’area della scuola di San Francesco.

Mi riferisco alla messa in sicurezza e bonifica  della vecchia discarica comunale di Fondo Farina, anche questo per un valore di circa 14 milioni di euro, la cui progettazione definitiva è in fase di assegnazione.

E visto che ho usato il termine bonifica, come non ricordare il tema dei temi, quell’argomento che da vent’anni è sulla bocca di tutti ma che non ha mai visto passi in avanti.

La bonifica dell’area industriale, che a maggio giungo vedrà, finalmente, l’apertura dei cantieri partendo dalla cancellazione della famigerata e ingannevole passeggiata degli innamorati.

Questi progetti si muovono, quindi, per realizzare uno degli obiettivi cardini di questo PSC: la sicurezza, risanamento e salvaguardia di questo territorio.

Non c’è solo questo ovviamente, ma abbiamo lavorato e finalmente, dopo anni di ritardi, abbiamo recuperato le risorse relative all’Antica Kroton che ora saranno utilizzate non solo in una semplice campagna di scavi, come qualcuno vorrebbe far intendere, ma in un vero e proprio progetto di riqualificazione urbana, recupero e valorizzazione del territorio. E perché no di sviluppo turistico e culturale di Crotone, la città dei tre millenni.

Questo progetto contiene, inoltre, due interventi di strategica importanza.

Il primo riguarda l’area di via Acquabona e di via Mario Nicoletta, realtà nelle quali si debba realizzare un processo di riqualificazione e di recupero urbano e di sicurezza, utilizzando non solo le risorse di Antica Kroton, ma anche quelle dell’Agenda Urbana e parte dei 71 milioni di euro di risarcimento dell’Eni.

L’altro intervento, invece, di valenza non inferiore al primo, riguarda Parco Pignera.

E anche qui oltre all’intervento archeologico, previsto in Antica Kroton, si realizzerà un processo di rigenerazione urbana che riporterà in vita un parco di circa 18 ettari che costituirà il polmone verde della città e un’area a forte vocazione culturale, sociale e turistica.

Come vedete i capoversi che ho enunciato: riqualificazione, recupero e sicurezze che devono caratterizzare il Piano Strutturale di Crotone non sono parole vuote e dette a caso, ma costituiscono i punti cardinali di questa nuova visione urbanistica e di sviluppo della città.

Sono semplici esempi e non voglio dilungarmi oltre, anche se ci sarebbe tanto altro da dire su molte questioni, sulle quali si sta lavorando e per la cui realizzazione abbiamo già ottenuto dalla Regione Calabria le risorse necessarie.

Vi ricordate il 13 dicembre del 2017? Un’occasione che qualcuno aveva scambiato per una passerella elettorale?

Questi risultati sono parte del frutto di un lavoro stringente e senza pause che abbiamo realizzato con la Regione Calabria.

Altro che chiacchiere…

Il secondo elemento che voglio rilevare senza ulteriormente entrare nel merito di tante altre questioni che saranno affrontate in tante altre circostanze che avremo modo di vivere insieme, è quello della partecipazione.

Senza la quale, diciamocelo con franchezza e fino in fondo, non si può costruire una nuova e più moderna visione della nostra città.

Sulla base di questo ragionamento e di questi temi si è avviato un percorso di confronto, di partecipazione e dunque auspichiamo di condivisione, che ha interessato principalmente gli aspetti tecnici, e riguardato sinora i cosiddetti portatori di interessi nel senso più appropriato e nobile del termine.

Mi riferisco agli ordini professionali, alle categorie sociali, alle associazioni imprenditoriali.

La partecipazione è un elemento fondamentale direi imprenscindibile, in questo processo costruttivo del nuovo strumento urbanistico della città di Crotone.

Vi immaginate la realizzazione del PSC, la costruzione di una nuova visione di sviluppo della città senza una partecipazione ampia, ramificata e diffusa, che non si può limitare solo ai soggetti protagonisti, ma sollecita e chiama al contributo tutti i cittadini di Crotone.

Perché ognuno, senza eccezione alcuna, deve essere protagonista del futuro di questa città.

Parliamoci chiaro: fino ad ora si è realizzata quel confronto tecnico che ha sicuramente la sua importanza ma che oggi deve essere immerso in un humus partecipativo senza il quale gli obiettivi che vogliamo percorrere con la realizzazione di questo PSC sarebbero limitati e compromessi.

Riteniamo che si debba aprire un confronto ampio e diffuso con la città, e quella di oggi è solo la prima iniziativa, che dovremo proseguire, perché abbiamo bisogno di suscitare curiosità, partecipazione e condivisione dei cittadini.

Bisogna dare un’anima ad uno strumento che è certamente fatto di regole, percorsi, modalità, procedure, tavoli e disegni, ma tutto questo deve essere funzionale ad ispirare e dare vita ad una nuova visione che è anche una speranza, una nuova prospettiva che i crotonesi attendono da tanto tempo, e che ora, finalmente, con l’aiuto e il contributo di tutti, possiamo realizzare.