Rapporto alla cittĂ 

le cose fatte
le cose da fare per Crotone
#lacittàdeitremillenni

 

Buonasera, buonasera a voi tutti,

vorrei anch’io, in questo mio breve intervento, oltre che salutare, ringraziare le autorità e i tanti ed importanti ospiti che hanno voluto partecipare a questa iniziativa e a tutti gli eventi che abbiamo vissuto in questa giornata.

Quella di oggi è stata una iniziativa dal carattere istituzionale che ha visto insieme il Comune, la Provincia, la Regione e i cittadini fare il punto sui tanti e problemi vissuti dalla nostra comunità, discutere sulle tante cose già realizzate e soprattutto su quelle tematiche che hanno una forte incidenza sulle prospettive future.

La stiamo vivendo insieme, con un forte sentimento unitario e di sintesi, e questo mi consente di dire che Crotone, oggi, sta vivendo una bella giornata.

Una giornata da non dimenticare, che non potrà essere archiviata e nemmeno considerata come una delle tante che abbiamo vissuto negli ultimi due anni.

Una giornata particolare, che, mi permetto di dire, segna un reale punto di svolta nella storia di questa città e della sua provincia.

Per queste ragioni, il mio primo pensiero va ad Ugo Pugliese, il nostro sindaco, il sindaco della città di Crotone, che ha saputo raccontarci questi primi diciotto mesi della sua amministrazione con sobrietà e precisione, senza fronzoli e senza mai scadere nell’autocelebrazione.

Grazie Ugo per il lavoro, la passione e la capacità che stai dedicando alla nostra città. Ed un grazie forte, consentitemelo, va anche a tutta la tua ciurma, la giunta e a tutto il Consiglio comunale.

Nonostante ciò che ci hai raccontato oggi, troveremo qualcuno che avrà da ridire.

Troveremo, sicuramente, qualcuno che continuerà a polemizzare, solo ed esclusivamente per il gusto di farlo.

C’è sempre qualcuno che dà un’altra e diversa lettura dei fatti, come ormai da tempo avviene in città.

Una lettura del tutto strumentale che viene messa in campo al solo scopo di inibire ed ostacolare e proporsi come barriera architettonica alla crescita della nostra comunità.

Ma noi abbiamo la “scorza” dura!

Non sono riusciti a fermarci finora e non ci riusciranno soprattutto da questo momento in avanti.

Questa nostra esperienza non è nata per bivaccare inutilmente nelle stanze del palazzo comunale, come tante volte, purtroppo, è avvenuto nel passato.

Al contrario, siamo chiamati a correre sempre di più, a passi sempre più veloci, a non concederci pause, a fare ogni sforzo, a dedicare ogni nostra energia alla curatela della nostra città e a fare in modo di recuperare il tanto tempo perduto.

Questa è la nostra missione!

Questo è il nostro dovere!

Questo è il solenne impegno che abbiamo assunto con i cittadini e che noi abbiamo il desiderio e l’obbligo di voler adempiere e rispettare.

Siamo consapevoli di quanto il nostro cammino sia carico di insidie e di difficoltà.

Ma Crotone, oggi, grazie al lavoro fatto in questi diciotto mesi, è diventato un laboratorio politico dove si compie “buona amministrazione”, facendo rete con Regione e Governo e gioco di squadra con tutti i soggetti istituzionali e sociali presenti sul territorio.

Bonifica, Antica Kroton, Piano Versace, teatro comunale, i 71 milioni del risarcimento ambientale, e tutti gli altri temi che con puntigliosità e diligenza ha elencato la relazione di Ugo, costituiscono un solido punto di ripartenza per allestire un nuovo sviluppo economico, ambientale, sociale e culturale della nostra città.

Parliamoci chiaro, alcuni di questi sono temi discussi da anni, alcuni persino da decenni, ma c’è una differenza, una sostanziale differenza rispetto al passato, finalmente, e sottolineo finalmente, e consentitemi anche di tirare un sospiro di sollievo dicendo ancora finalmente, hanno l’occasione di tramutarsi in cantieri.

Cantierie, sì cantieri, è da lungo tempo che i crotonesi non ascoltano il musicale fragore dei cantieri.

Cantieri ed opere, parole che sembrano appartenere ad altri tempi, passati, lontani, dimenticati, ma che possiedono, invece, una poderosa e decisiva importanza e attualità.

Parole che racchiudono un insieme di valori che sono stati da sempre il pane quotidiano che ha alimentato la città di Crotone: il lavoro, il sudore, la fatica, ciò che hanno vissuto e conosciuto i nostri padri, uno straordinario patrimonio che hanno speso per consentirci di realizzare i nostri progetti di vita, di compiere i nostri percorsi di studio, di crescita umana, professionale e culturale, che oggi non possono sprecarsi e naufragare nel limbo della precarietà e dell’insicurezza.

Abbiamo un debito da onorare, un compito da assolvere: garantire alle prossime generazioni, una nuova prospettiva ed un altro orizzonte di crescita e sviluppo.

Tu, caro presidente, proprio recentemente, all’Università della Calabria, ad Arcavacata a Cosenza, hai realizzato una bellissima iniziativa, “Cantiere Calabria”, molto partecipata e alla quale hanno preso parte tanti esponenti del Governo nazionale, dove hai annunciato “che dopo il faticoso compito della semina è giunto il tempo della raccolta”.

Hai voluto dire che è arrivato il tempo di aprire i cantieri in Calabria.

Noi siamo perfettamente in linea con questo impegno e con questo nuovo corso, siamo dentro questa visione che con determinazione hai deciso di concretizzare in tutta la nostra regione.

Devo dire che sei stato consequenziale e coerente, perché hai saputo imprimere una poderosa accelerazione a tutta l’attività di spesa delle cospicue risorse che ha a disposizione la Calabria, per tramutarle in processi di sviluppo economico e buona e nuova occupazione.

Cantieri, opere, pane e lavoro.

È questo che vogliono i calabresi.

Ed è quello che stiamo facendo a Crotone.

Ed io ti ringrazio per aver dato priorità alla mia città.

E non dobbiamo fermarci qui, ma penso che lo sguardo, l’attenzione e l’impegno vada rivolto a tutto il sistema territoriale della provincia di Crotone.

Qui, da noi, a Crotone si può fare sviluppo, caro presidente.

Qui ci sono tutti i presupposti e possediamo tutte le caratteristiche e le potenzialità per una nuova stagione di crescita economica e di emancipazione sociale e culturale.

Oggi, caro Presidente, con questa giornata, abbiamo tracciato un solco tra la vecchia politica, ripiegata e concentrata solo su sé stessa, ed un nuovo modo di vedere e soprattutto di fare le cose, una netta demarcazione tra le derive populistiche, la facile protesta, ed una rinnovata e decisa concretezza.

A questi elementi ci siamo ispirati, e su questo ci siamo ritrovati, e ora vogliamo e dobbiamo andare avanti.

È la strada giusta, che noi dobbiamo percorrere non solo per queste circostanze, ma anche per i giorni a venire.

Abbiamo di fronte a noi tanti e decisivi appuntamenti.

Non solo noi, qui a Crotone e in Calabria, ma tutto il resto del Paese sarà chiamato, nei prossimi mesi, a compiere scelte da cui dipenderà il proprio futuro.

E noi non possiamo arrivarci impreparati, ma partecipare da protagonisti.

Dobbiamo saper essere sapienti ed intelligenti, e dobbiamo saper prendere lezione dalle nostre nonne.

Tutti noi le ricordiamo, con infinito affetto, e le ricordiamo sedute su quelle sedie basse, vicino al balcone o sull’uscio della porta, per godere del sole e della luce.

Con le ginocchia alte, la schiena ricurva e con gli occhialini sul naso, mentre infaticabilmente compivano gesti che in apparenza a noi apparivano casuali e ripetitivi.

In realtà si muovevano seguendo un preciso disegno, che veniva fuori quasi spontaneamente.

Facevano l’uncinetto.

Allacciavano i fili.

Uno dopo l’altro, con poche pause, con infinita pazienza, senza mai stancarsi, quasi per l’intera giornata.

Avevano le idee chiare.

Sapevano dove dovevano arrivare.

Lavoravano per giungere ad un traguardo, ad un obiettivo, ad un risultato: fare una maglia, una sciarpa, un guanto, per i propri cari, annodando uno all’altro e uno con l’altro fili di colore diverso, in apparenza in contrasto fra di loro, ma in realtà uniti in un unico disegno che prendeva vita trasformandosi in un’opera di ingegno e di grande utilità.

Quanta saggezza in quelle vecchie nonne.

Una strada da seguire!

Questa giornata, casualmente, solo perché tu presidente eri libero dai tuoi tanti impegni solo oggi, è dedicata a Santa Lucia, la santa della luce, luce che è speranza, luce che fa vedere le cose e non le oscura anzi non consente che siano oscurate ma che siano limpide e chiare, come chiaro e limpido deve essere il nostro lavoro, il nostro impegno, il nostro agire quotidiano, il nostro futuro.

E con questi sinceri sentimenti, caro presidente, che ti invito a venire qui su questo podio per dare il tuo contributo, per parlare ed essere ascoltato dai crotonesi.