Il mio intervento in Consiglio Regionale contro "Calabria zona Rossa"

 Sig. Presidente del Consiglio

Sig. Presidente della Giunta

On.li Colleghi

 

Bene si è fatto a convocare questo seduta straordinaria di Consiglio regionale. Non potevamo e non avremmo potuto nasconderci soprattutto alla luce degli eventi che si sono verificati in queste ultime ore!

Per queste Io sono qui, presente, al mio posto, dove devo essere per dovere e dove deve trovarsi ogni consigliere regionale, a prescindere a quale parte politica esso appartenga.

Sono qui per svolgere validamente il mio compito di rappresentante della Calabria e dei Calabresi.

Sono qui perché ritengo che questa sia la sede nella quale si debba svolgere la dialettica ed il confronto democratico.

Come è stato già detto, la situazione è particolarmente delicata e drammatica a causa di una pandemia che non ci ha colpito soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche e soprattutto dal punto di vista economico e sociale, minando alla base la stessa coesione dei nostri territori.

Una situazione, questa, che è stata amplificata dalla decisione del Governo di collocarci tra le regioni ad alto rischio e quindi zona rossa.

Non siamo arrivati a questo punto della situazione all’improvviso e magari nelle ultime ore.

Non v’è dubbio che ci sono responsabilità ed inadempienza gravi, inammissibili, ingiustificabili e forse anche imperdonabili, che si sono verificate in questi ultimi mesi.

Avremmo dovuto agire con ordine, con immediatezza ed efficacia nella realizzazione di quegli interventi, sul sistema sanitario calabrese, che ci avrebbero consentito di affrontare, con maggiore serenità e magari con maggiore tranquillità, questa nuova ondata pandemica che sta sconvolgendo l’intera Europa e il nostro Paese, e che, purtroppo, ha raggiunto anche la nostra regione e le nostre comunità.

Così non è stato, dobbiamo dirlo con chiarezza e apertamente, e dobbiamo dirlo per correttezza e per onestà.

 

In queste ultime ore, ogni cittadino della nostra regione ha visto ed ascoltato l’intervista nella quale parla il commissario per la sanità calabrese, il Generale Cotticelli.

Sono rimasti e siamo rimasti, tutti, a dir poco, inorriditi!

Non è accettabile che la Sanità sia stata affidata ad una persona che ignora persino quali siano i propri compiti!

Cotticelli, si sveglia a giugno, dopo un lungo ed inconcludente letargo, e si domanda “chi sarà mai il responsabile dell’attuazione del piano Covid ?” e scopre solo oggi essere LUI! È una autentica vergogna!

E noi…come sia stato possibile che ci siamo dovuti accorgere di questa enorme gravità attraverso una trasmissione televisiva?

 

Come è stato possibile ignorare e non accorgersi della inefficienza così grave del commissario e della struttura commissariale a cui sono stati affidati le responsabilità della gestione della salute dei cittadini calabresi, in una fase di così grave e drammatica emergenza!

E noi dove eravamo?! Non tanto e non solo ora… ma da lungo tempo?

A noi i cittadini hanno dato il loro consenso e noi dobbiamo saper meritare la loro fiducia!

Sono queste le drammatiche domande che si fanno tutti i cittadini calabresi

La gravità della situazione non avrebbe dovuto consentire e non consente che ci sia ancora oggi il solito andamento lento, inefficace e improduttivo, una caratteristica di questa Regione che in tutti questi anni ha combinato poco rispetto alle esigenze e alle aspettative dei calabresi.

Questa situazione di caos e di debolezza ha consentito al Governo di bollarci come zona rossa.

Ancora una volta, dunque, ci sono le nostre colpe, ma, ancor più gravi, anzi gravissime e bisogna dirlo ad alta voce e senza timidezza, ci sono, anche, le colpe degli altri.

La sanità in Calabria non funziona, e non da oggi e nemmeno da ieri ed il Governo non poteva non sapere e continuare ad ignorare che da oltre dieci anni è il Governo stesso che gestisce direttamente la Sanità calabrese, attraverso commissari che invece che migliore la situazione, l’hanno peggiorata ed aggravata.

Il Governo, poi, è intervenuto con provvedimenti rivolti a contenere la Pandemia ma si è mostrato ancora una volta inadeguato, tardivo, inefficiente e inefficace ad affrontare le conseguenze economiche e sociali che si sono generate.

Per questo i calabresi sono tutti in allarme!

Sono carichi di preoccupazione, sono carichi di rabbia e di indignazione.

Come si può sostenere che non hanno ragione.

Perché hanno ragione! hanno ragione da vendere! e noi non possiamo continuare a restare sordi e lontani dai loro bisogni, dalle loro aspettative, dalle loro richieste.

Noi dobbiamo stare a fianco dei calabresi !  e non, invece, dividerci in base alle appartenenze, recitando il solito, stanco ed inutile gioco delle parti, portando, così, il conflitto alle estreme conseguenze… ancora una volta per non concludere nulla.

Il nostro dovere è quello di dire che cosa questo Governo regionale, e anche questo consiglio, farà, a partire da oggi, e non da domani, per recuperare il tanto tempo perduto e per consentire alla Calabria di uscire in tempi brevi dalla zona rossa, assicurando tranquillità e certezze ai calabresi.

Io penso che è giunto il tempo di allontanare i litigi e le polemiche ed è giunto il tempo di concentrare le nostre energie per far funzionare un sistema di rappresentanza, di governo e di amministrazione che, purtroppo non ha funzionato come avrebbe dovuto.

Un sistema che deve funzionare, per fare le cose che gli competono, Per programmare, per agire, per fare subito e fare bene.

Non si può continuare a procedere a tentoni, senza rotta e senza una meta.

Svegliamoci da questo torpore!

Dobbiamo dare una scossa ad un sistema che sembra ormai abituato al letargo.

Dobbiamo costruire ed offrire una visione ed una prospettiva.

Dobbiamo essere pronti a cambiare noi, per cambiare la Calabria!

Questo vogliono e si aspettano i calabresi e noi dobbiamo essere all’altezza di questa attesa e di questo legittimo e non più eludibile desiderio!